roma Sì è vero, i risultati elettorali  dicono chiaro che è un disastro.

La gente è incazzata e non è più disposta a credere a niente…figuriamoci  che gliene può fregare di discussioni infinite su classi dirigenti indicazioni autonomie e centralismo democratico. E proprio perché la gente è incazzata, invece di stare lì,  tra le persone, magari a prendersi pure gli schiaffi pur di provare a raddrizzare il corso delle cose, questa  strana creatura che è Sinistra Italiana ha deciso di giocarsi una partita tutta in arroccamento. Anziché tirar fuori gli attributi si è trascinata in una stanca e machiavellica battaglia id posizionamento che non ha portato da nessuna parte.

Ha scelto di lavarsene le mani nella maggior parte dei casi e si sa…quando si lascia il giudizio alla folla scalpitante non si fa mai la scelta giusta…

Un dato mi è chiaro, ad oggi gli schieramenti in campo hanno a che fare perlopiù con il rancore.

Probabilmente tutto questo è figlio di un equivoco che fin qui ha caratterizzato le vicisittudini di questo nuovo progetto politico. E cioè pensare che le categorie ascrivibili a questo soggetto siano solo due: i rancorosi, fuoriusciti dal PD e non, che gliel’hanno giurata a Renzi  e Sel dall’altra, a sua volta divisa tra falchi e colombe…

Beh… mi dispiace ma c’è una terza via…tutti coloro che come me hanno aderito a questo processo da indipendenti e non credono nelle posizioni di veto assoluto né sono nel solco storico di SEL.

Quando ho aderito lo scorso ottobre, si respirava entusiasmo (nonostante in molti mi avessero detto delle difficoltà e dell’impossibilità…ma io non mi sono spaventata delle prime e non ho creduto alla seconda…). Ora di quell’entusiasmo non rimane traccia. Seppellito sotto le macerie di discussioni estenuanti e senza prospettiva, volte a guardare solo dentro al recinto e non a porsi minimamente il dubbio di quella grande richiesta di rappresentatività che è tra le strade e tra la gente. Ora però io di questa battuta d’arresto chiedo conto. Ho sempre avuto un atteggiamento di rispetto per le storie e per le comunità con cui ho intrapreso il nuovo cammino, ma oggi quello stesso rispetto lo pretendo per me e per le persone che come me hanno creduto in questo processo politico e vi hanno messo le proprie storie e le proprie battaglie a disposizione.

Per questo non mi basta un “non diamo indicazioni”. Non è mio costume nella vita, figuriamoci in politica, non avere una linea chiara.

A me non basta che muoia Roma e tutti i filistei. Non mi basta. Gli ultimi, i primi, i secondi, le periferie, il centro, i diritti (e anche qui la capacità di levare una diatriba se valgono più quelli civili o quelli sociali )…ma dai …questa roba ha occhi e volti e nomi  e la sapete una cosa? Mi intenerisce il cuore la cura e l’ostinazione che Marta mette quotidianamente nello strappare all’oblio quelle storie…Ecco io penso che è così che bisogna “essere” politica …le persone prima di tutto, la città che abitano prima di tutto …poi  ma non è neanche così necessario… i conti da regolare la ruggine la gelosia l’acrimonia…

A questa città io tengo, alle persone che la abitano e la vivono in cerca ciascuno del proprio sé io penso in queste ore

Tra il rancore e la speranza per tutta la vita sceglierò sempre la seconda…