lachapelle_david_operaTutto qui. Democrazia. Nel suo pieno significato. Do you know “popolo”?!?

C’è chi dice che la data di ieri, con l’elezione del 45• Presidebte degli Stati Uniti d’America, ha decretato la fine dei partiti così come li abbiamo conosciuti dal 1900.

E’ che noi abbiamo smesso di guardare. Semplicemente. Presi dalle nostre verità, valgono solo i confronti con chi è disposto a riconoscerle. E così, sostituendo le narrazioni alle storie vere, abbiamo creato la cesura tra un dentro e un fuori, tra una politica incentrata su proiezioni autoreferenziali e il mondo che vive  accanto.

Quindi accade che mentre il mantra generale rimanda ad un modello ideale, conformato e performante, la realtà vive la sua storia e la interpreta come meglio crede. Anche eleggendo un Trump qualsiasi.

La mia domanda rimane sempre la stessa, perché certi mondi ostinatamente non sono più in grado di cogliere il cambiamento del vento?  Imbrigliati tutti in categorie  identitarie, tese ad imbrigliare i fenomeni più che ad interpretarli.

Destra, sinistra, populismi, in questo quadro diventano parole che valgono solo per gli addetti ai lavori. Là fuori il mondo accade, fregandosene di una  cultura politica ingessata ed ingessante.

Semplice dire che se  siamo inseriti in una società in continua trasformazione,  in costante trasformazione, la Politica deve avere la capacità di accompagnarli questi processi. Ma per accompagnare i processi bisogna capirli e per capirli bisogna ascoltare  e discutere…

Una parola !!!  …guardiamoci attorno…c’ un mondo che alla velocità della luce ci parla di trasformazione e di innovazione sociale, e noi siamo ancora al tentativo di definirne il perimetro. Siamo ancora schiacciati su posizioni che parlano di politiche dall’alto, o quando si è particolarmente progressisti, politiche dal basso,  senza renderci conto che c’è un dentro, inteso come quelli che stanno dentro le cose, che le fanno,  che va avanti per fatti suoi.

E’ da tempo l’era del co –  intesa come economia “co-ndivisa”, ma anche conoscenza co-ndivisa, che  sta rivoluzionando non solo il mondo in cui fruiamo beni e servizi tradizionali, ma anche il modo in cui formiamo le nostre opinioni. E tutto questo ha un suo peso specifico nel comportamento dei cittadini e delle cittadine al momento di un qualsiasi voto.

E in questa velocità e in questa varietà di modelli, sta tutto il grande limite di una politica che, negli anni, ha fondato la sua ragion d’essere sul consenso fine a se stesso. Abdicando così definitivamente al ruolo di traino, di visione, di slancio, di indirizzo, di proiezione verso il futuro, che invece dovrebbero competerle… Un’involuzione senza fine.

Insomma “c’è vita là fuori”… “sorpendente, bellissima, stronza, bastarda” (per usare la definzione di un mio amico)… e sarà sempre più contaminante quel fuori.  E se non si cambia lo schema, la politica sarà messa all’angolo dalla sua stessa incapacità di “ibridarsi”…sarebbe un peccato. Perché questa frattura tra mondo reale e politica prima o poi deve essere sanata, perché l’una senza l’altra non possono andare lontano.

Da questo mio punto di osservazione, non so quale possa essere la soluzione…le anime “pure” sono inefficaci e direi quasi sospette, i leaders solitari anche, ma anche i rancorosi e gli oppositivi…servirebbe un giusto mix che parta soprattutto da una buona dose di umiltà intesa come capacità di ascolto. E un cambiamento semantico che trasformi il potere da sostantivo in verbo.