Cronaca.

L’Ideal standard chiude i battenti, annuncia il licenziamento di circa 500 persone. Accade nel basso Lazio.

L’ Fca con un sms interrompe il rapporto interinale con 530 ragazzi/e. Accade nel basso Lazio.

La SAF (Società per il trattamento dei rifuti) elegge il suo nuovo Presidente. Accade nel basso Lazio.

Non c’è una relazione tra le tre cose, ma tutte affondano nella stessa assuefazione.

Ora però, se un territorio in cerca di futuro, non riesce a trovare uno spiraglio in un nuovo protagonismo dei singoli “attori”, non ci saranno parti in commedia che potranno reggere alla prova del tempo.

Sull’Ideal Standard, notizie di queste ultime ore, le segreterie nazionali hanno già chiesto l’incontro al MiSE e nei prossimi giorni ci sarà la convocazione. La Regione Lazio, come sempre da quando ci siamo insediati, farà la sua parte.

Sull’FCA è stato aperto un tavolo permanente in Regione Lazio.

Sulla SAF la partita è stata vinta con una prova schiacciante del Pd ciociaro che con 59 voti dei sindaci, contro i 21 dell’altro candidato proposto, ha nominato presidente Lucio Migliorelli. Non avremmo voluto una nomina politica , o meglio non avremmo voluto una nomina sganciata da un impegno programmatico, resta il fatto che ancora una volta si ha la sensazione che a prevalere sia  la logica dell’occupazione manu militari di ruoli strategici per la governance di un territorio . L’occupazione degli enti con propri uomini per mantenere salda la filiera di potere, è un film visto e rivisto da queste parti.

A Lucio vanno i migliori auguri di buon lavoro. E non tanto per dire, no, non sono convenevoli i miei. E’ che ha proprio bisogno di auguri perché non può permettersi di sbagliare.

Non può permetterselo perché viene da una storia familiare importantissima, e custodire l’ultimo baluardo di autorevolezza e indipendenza politica su questa provincia, quale è stato Achille Migliorelli,  non è eredità da poco. Non può permetterselo perché viene dalla segreteria di quell’assessorato all’ambiente che proprio in materia di rifiuti ha preso l’impegno di scrivere addirittura un Green Act (che poi vada verso la direzione di un Ato unico è faccenda tutta da vedere). Non può permetterselo perché se non dà seguito all’impegno programmatico, annunciato fin da subito «Lavoreremo per ammodernare l’impianto, per consentire il recupero della materia e diminuire fino all’esaurimento i conferimenti in discarica e alla termovalorizzazione. Ciò senza tralasciare, anzi rafforzando, il sostegno per incrementare ulteriormente la raccolta differenziata così da tutelare e salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini» (fonte alessioporcu.it), sa perfettamente che il suo re resterebbe nudo.

Tuttavia resta ancora una volta lo sconcerto per l’assuefazione al metodo. Nessun guizzo di autodeterminazione Nessuna scelta vincolata ad una programmazione, ad una prospettiva, ad un obiettivo minimo fissato, chessò..una contropartita  (almeno tra quelle dichiarabili )

Mi  spiace per l’ing Cavallo che si è sacrificato sull’altare del tecnicismo. Ma forse è proprio con la mossa del cavallo ( e perdonate il gioco di parole) che il gran commiss da dietro le quinte ha tolto dal campo un nome che forse qualche vero problema lo avrebbe creato a più di qualche sindaco…”come si fa a non votare Suppressa?!? ”

Restano illazioni e supposizioni di un gioco che non appassiona più. Che è trito e ritrito e non rende giustizia alla voglia di riscatto che ancora da qualche parte è annidata.

E allora, forse una relazione c’è tra le fabbriche che chiudono e  che mandano a casa i lavoratori, tra l’arroganza di chi usa strumentalmente il tema del lavoro come scambio merce. Ed è proprio in questo metodo del potere per il potere. Che con ostinazione travalica la necessità di visione e prospettiva che questo territorio richiede. Una negligenza che sceglie le scorciatoie invece che programmare e fare strategia.