Sviluppo Sostenibile! Parole buone ma pratiche difficili, che richiedono ostinazione.

Poi l’ASviS (Agenzia per lo sviluppo sostenibile) presenta il suo rapporto per il 2018 e scopri che gli obiettivi di Agenda 2030 sono lontanissimi dall’essere raggiunti.

Scopri che, a livello mondiale, se pure c’è un avanzamento sul piano delle energie rinnovabili e su quello della lotta all’uso indiscriminato della plastica, c’è una preoccupante inversione di tendenza su FAME, INSICUREZZA ALIMENTARE, DISEGUAGLIANZE, QUALITA’ DEGLI ECOSISTEMI, DANNI CRESCENTI da cambiamenti climatici aumento dei flussi migratori dovuti a eventi atmosferici e conflitti.

Scopri che, seppure l’Europa è l’area del mondo più avanzato dove vigono le regole più stringenti per la tutela dell’ambiente e dei lavoratori, dove lo stato di diritto è maggiormente tutelato, un quarto della popolazione è a rischio di povertà ed esclusione sociale, diseguaglianze, disoccupazione, sottoccupazione.
Scopri che in Italia, gli indicatori confermano la condizione di non sostenibilità del nostro Paese.

Il fatto è che la povertà, che è quasi triplicata ed uno su due poveri ha meno di 34 anni , è strettamente correlata all’impoverimento del lavoro. Il lavoro povero abbiamo iniziato a legittimarlo quando abbiamo ceduto alla semplificazione da statistica e a dirci che gli immigrati dovevamo ospitarli nel nostro paese, non in virtù del diritto di asilo, o perché affrontavamo con un approccio di sistema il tema spinoso dei flussi migratori, ma più semplicemente perché fanno i lavori che noi non vogliamo più fare!

Senza invece considerare che in Italia c’è il tasso più alto di OVERQUALIFICATION dopo la Grecia, parliamo cioè di competenze superiori rispetto al lavoro svolto.

Questo approccio ha contribuito al DEGRADO delle qualità complessive dell’occupazione. Perché leggere la disponibilità degli immigrati a svolgere lavori dequalificati, come l’unico fattore di accettazione sociale, vuol dire parlare di integrazione a basso profilo, interessata più alla conversione nel breve periodo. E si finisce così per farli testimoni viventi di quanto non ha funzionato l’Europa nelle politiche per l’inclusione sociale e l’empowerment individuale, di fatto decretando il fallimento di una società fondata su uguaglianza, meritocrazia ed equità, i principi fondanti dell’Europa stessa.
Frammentare il fronte del lavoro, è quanto di più pericoloso ci sia e vogliamo continuare a parlare di LAVORO.

Ecco allora, che parlare di un Patto per lo Sviluppo Sostenibile per il Lazio Meridionale, è per quanto ci riguarda una sfida importante. Direi l’unica!

Ma il tema vero è che lo Sviluppo Sostenibile dobbiamo vederlo non solo enunciarlo. Se a Patrica c’è uno stabilimento la cui proprietà decide di investire fondi privati per la riconversione da chimica a chimica verde, e da circa nove anni è presente su questo territorio e nell’area più delicata di questa provincia, e noi non ci avvaliamo del know how e della relazione con una azienda leader nel mondo nel campo della ricerca sostenibile, non la “utilizziamo” come pratica di disseminazione e contaminazione, vuol dire che dobbiamo farci più di qualche domanda….e non è detto che troviamo la risposta.

Parlare di Patto per lo Sviluppo del Lazio Meridionale è l’unica sfida, perché il tema del dimensionamento è un tema strategico ed impattante, aggregare numeri e capitale umano e competenze ed economie ci fornisce qualche chance in più…perché come ripeto fino alla noia, se Frosinone ha circa 45.000 abitanti, stiamo parlando di un pezzo del lato destro di via Tuscolana, se parliamo degli abitanti della provincia di Frosinone, stiamo parlando di circa due municipi romani..

Basta però esserne convinti e darsi due tre obiettivi, tangibili, misurabili. Due tre obiettivi pe un processo generativo che si alimenta della partecipazione alla costruzione del bene comune.

Perché il tema del lavoro e dello sviluppo sostenibile sono estremamente interconnessi tra di loro, e la dimostrazione plastica di questa cosa è l’immagine di Francesco Borgomeo che alla Leopolda fiorentina alza in aria il suo sampietrino prodotto di economia circolare e l’Operaia della Ideal Standard che nella Piazza Grande romana racconta come ha salvato il suo lavoro proprio grazie a quel sampietrino.
Ecco il dibattito politico sul tema del LAVORO, nei prossimi anni, ruota tutto su questa immagine.

INTERVENTO in rappresentanza di COMUNITA’ SOLIDALI
CONGRESSO CGIL FROSINONE – LATINA
23 OTTOBRE 2018

Patrica, 23 ottobre 2018