Chi ha paura del Potere

Il Potere non ha né fretta e né paura.

Chi in questi tempi, in questo paese,  sta preparando la ridefinizione di una opposizione in grado di mandare a casa questo governo populista, dovrebbe smetterla di giocare alla politica e correre al cinema a vedere  Vice l’uomo nell’ombra.

Non vi sto dicendo di andarlo a vedere perché racconta le gesta di un eroe, al contrario,  semplicemente vi chiedo di ripercorrere alla luce del Potere da lui esercitato, tutti quei fatti noti e meno noti, che come in filo rosso mostrano quando è nata la scintilla che, dall’ America, ha acceso le fiamme che divampano ancora oggi ovunque nel mondo.

Lui chi? Dick Chaney.

Il più potente Vice Presidente d’America, che sul crinale del 2001 sostituì la politica con il potere economico, segnando di fatto la fine della Politica e l’affermarsi della razionalità neoliberista.

Se non ve lo ricordate, se non ricordate come era fatto il vero potere, abituati come siamo stati ad identificarlo solo con un poltronificio, guardate il corpo di Christian Bale, i suoi occhi, la lentezza dei suoi gesti . Non una traccia di machismo urlante, nè leaderismo da copertina, solo un lento studiato e meticoloso attacco alla forma strutturale di un Paese e del mondo intero.

La nascita di Fox News e quindi della propaganda.

La riforma fiscale che abbassa la pressione fiscale sui grandi patrimoni, risorse utili per finanziare le grandi campagne elettorali

L’incesto tra politica ed economia

L’assenza di ogni regola che colpisce a morte l’economia mondiale.

L’11 settembre. Quell’11 settembre, in cui, nel caos della polvere degli edifici che cadevano giù come castelli di sabbia, Cheney prendeva il comando di una superpotenza decidendo dei nostri destini. Abolendo ogni regola. Giù, una dopo l’altra, via la convenzione di Ginevra e avanti il Patriot act. La guerra in Iraq e la nascita dell’Isis. La crisi in Siria e la guerra in Libia. I profughi. Il populismo.

 Tutto questo accadeva sullo scenario mondiale,  mentre ogni singolo pezzo ragionava per sé, mentre un’Europa ancora incompiuta veniva risucchiata dal meccanismo. Troppo debole per sfidare quel potere con altrettanta freddezza e assenza di paura. Pur essendo, al tempo stesso la vera ed unica minaccia a quel potere. L’unica terza via, ad oggi, in grado di rovinare i piani all’America di Trump e alla Russia di Putin.

Ecco, tutto questo, in estrema sintesi, per dire che mentre a botte di tweet decidete chi si deve portare via il pallone, forse vale la pena alzare lo sguardo …E magari ricucire un rapporto con la parola Potere, senza paura, senza farsi condizionare. Perché in assenza di un suo uso consapevole, siamo solo in balia di forze oscure…che ci sono…e non sono una invenzione da salotto. E il non riconoscerle, irriderle  o sminuirle è fare il gioco del diavolo…ve lo ricordate il magistrale Kaiser Soze de I soliti sospetti? (altra citazione, ma oggi ci dovete stare…) “La beffa più grande che il diavolo ha fatto all’umanità è stata fargli credere di non esistere”

Non sarà semplice ridare alla politica il suo corpaccione, persi come siamo con lo sguardo schiacciato nei nostri mille microcosmi, amplificati dalle nostre bacheche, chiusi in un eterno presente. Ma ricordare come, quando e perché la politica ha perso la sua guerra più importante,  quella del Potere, magari può ridefinire le priorità.

E andate comunque a vedervelo ‘sto film…

 

 

 

 

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