Maslow e quella scala che nessuno sale più….

E niente. La vita è fatta a scale dice il proverbio, chi le scende e chi le sale. Poi ci sono anche le piramidi fatte a scale, quella di Maslow ad esempio, individua nel 1954 la scala dei bisogni degli individui, e tanto più sono soddisfatti i bisogni primari tanto più si sale al vertice della piramide.

Per dire, se soddisfo la necessità primaria del sonno, dell’alimentazione, del sesso, avrò modo di sentire l’esigenza di sicurezza fisica, occupazionale, mentale, familiare, di salute. E una volta soddisfatto questi bisogni, riconoscerò poi il bisogno di amicizia, di affetto familiare, di una intimità sessuale, e poi salirò ancora verso il bisogno di autostima autocontrollo, realizzazione, rispetto reciproco, fino ad arrivare al vertice della piramide dove riconoscerò  come bisogni quelli della moralità, della creatività, della spontaneità, dell’accettazione, del problem solving, dell’assenza di pregiudizi.

Ecco, diciamo che in questi ultimi cinque anni, complice gli effetti sempre più concentrici di una crisi che oramai è diventata parte del sistema, siamo scesi precipitosamente da quel vertice. E il ritorno al primo gradino della Piramide di Maslow, spiega le dinamiche politiche più recenti in occidente.

E’ mutato profondamente il panorama valoriale, e c’è un ritorno ai valori materialisti. Il sentimento che la sopravvivenza propria e dei propri figli sia diventata insicura, conduce a rafforzare la solidarietà etnocentrica contro gli outsider e la solidarietà interna a sostegno di leader autoritari. E la crescita di disagio e insofferenza si riverbera così sulla valutazione del funzionamento di sistemi democratici, mettendoli seriamente in discussione.

Leggere le cose in questi termini credo che possa aiutare qualsiasi argomentazione politica da qui ai prossimi mesi. Siamo ritornati al primo gradino della piramide, non c’è più voglia di accendere scintille, né di seguirle se qualcuno lo fa ancora, c’è assuefazione ai minimi standard e non si affrontano in maniera pragmatica la rabbia e la paura, ma se vogliamo ricostruire un dialogo da centrosinistra (e tutte queste condizioni non sono affatto scollegate tar di loro), può essere poco producente concentrarsi sui soli distinguo valoriali o battaglie di solo schieramento. Le persone che non sono a vario titolo  già ingaggiate dalla politica per sensibilità, appartenenza, fidelizzazione, faranno fatica a capire.

Eppure bisognerebbe affrontarlo in pieno quel corpaccione fermo lì al primo gradino, abbandonando frasi e format già consolidati e utilizzati a condizioni sociali invariate, perché quel maledetto primo gradino risente di venti che vengono da lontano e che noi ci stiamo limitando a fermare con le mani…

Una risposta a "Maslow e quella scala che nessuno sale più…."

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