Per capire il dato politico delle Europee in Italia, bisogna fare un salto a Milano, e poi magari passando da Roma scendere fino a Frosinone …

E sì perché è proprio il confronto di questi risultati che può dirci molto sul perché la Lega abbia ottenuto questi consensi in tutta Italia…

Provo a spiegarmi.

Il dato della Lombardia nel suo complesso vede la Lega al 43,44 % e il PD al 23,05% ma in completa controtendenza a Milano il PD si attesta al 35,9% e la Lega si ferma al 27,39%.

Non è una differenza marginale, anzi considerando il trend nazionale il dato è macro. E può essere letto solo in un modo.

In maniera costante e continua, con il centrosinistra, con il lavoro di sindaci che in continuità, pur se nelle differenze, hanno costruito  espresso rappresentato e tenuto insieme l’intero tessuto milanese,  Milano oggi vive una stagione di straordinaria rinascita, dovuta soprattutto al fatto di aver saputo cogliere appieno le opportunità che le si sono presentate, di aver riscoperto grazie a queste la propria vocazione produttiva e internazionale, ma soprattutto al coraggio di sapersi reinventare.

Questo significa che laddove il tessuto sociale ed economico tiene e c’è un programma di governo territoriale e una visione di lungo periodo, si è meno propensi a dare retta al vuoto della lega e a ricette improvvisate fatte solo di slogan. 

Anche il dato di Roma è significativo. Contro un dato regionale che vede la Lega al 32,6% e il Pd al 23,79% a Roma il PD prende il 30,62% contro il 25,78% della Lega. Qui però la lettura è differente perché il dato è tutto politico e per capirlo basta leggere le preferenze. Che ad attribuzione ancora in corso vedono la Bonafè in testa e a seguire il medico di Lampedusa, ma anche Smeriglio. Forse dove meglio si é caratterizzato il senso della lista unica.

Poi c’ è il dato di Frosinone Provincia dove il Pd si attesta come terza forza al 16% e la Lega campeggia con il suo 40%. Dato che diventa drammatico nel capoluogo dove la Lega è al 42,87% con un PD tramortito al 17,55%.

Navigare dentro questo dati, leggerli ed interpretarli potrà essere utile al Segretario Zingaretti.

La Lega (al netto dei soliti esperti della corsa al carro) interpreta una fase di scontento, intercetta la paura, è solidamente legata al proprio leader, la Lega è Salvini, ma non sfonda laddove il tessuto economico e sociale ha una prospettiva di rigenerazione, e non sfonda neanche laddove il centro sinistra riesce a tenere in piedi una discussione politica aperta, radicata su temi precisi.

La Lega sfonda dove mancano entrambi questi dati.

Sfonda dove il disagio sociale è particolarmente acuto, dove il tessuto economico è in sofferenza, sfonda nel vuoto della risposta di un centrosinistra che invece, come per esempio successo a Frosinone, ancora una volta ha fatto prigioniera ogni discussione, nonostante il concetto di Piazza Grande che ha portato 1 milione e ottocentomila persone a dare mandato al Segretario Nicola Zingaretti.

Restando al dato della provincia di Frosinone, i diecimila voti che la componente Pensare Democratico ha portato al Candidato Smeriglio, pur sopravanzando di gran lunga i voti degli altri candidati in lista, sono di per sé un segno di debolezza rispetto al dato complessivo del 16% della lisra unitaria.  La componente che elegge il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio e una Consigliera Regionale, nonché i massimi vertici degli enti intermedi più importanti, (tanto per cavalcare una retorica comunicativa che può giocare un brutto scherzo alla percezione), non può accontentarsi di contare numeri. In un momento in cui è richiesto a gran voce un cambiamento, soprattutto con punti di caduta e di impatto percettibili dai cittadini e dalle cittadine, chi ha più numeri, e quindi più possibilità di governare un processo, in linea con l’input del Segretario dovrebbe  assumersi la responsabilità di dialogare con il territorio intero, e i fronti non mancherebbero, politici, economici, sociali e riaprire il campo provinciale ad una discussione viva, alta, di prospettiva.

Dal dato europeo emerge forte il bisogno di una contrapposizione forte. Chiara. Netta. I dati generali infatti ci raccontano un’Europa in controtendenza rispetto all’Italia.

C’è bisogno di responsabilità, di rinnovamento vero. Di una mentalità diversa a tutti i livelli, in grado di leggere il cambio di paradigma.

Al PD di Zingaretti va tutto il merito di aver tenuto il fronte, di aver riaperto la partita del bipolarismo, ma la complessità della situazione obbliga ad una accelerazione sul cambio di passo e fin da ora ad un confronto aperto con tutte le forze che sono in campo in nome della giustizia sociale della crescita economica di un ambientalismo operativo e non di maniera.

Il complesso dato che esce da queste Europee ci consegna un’Italia in cui non si potrà prescindere dai dati europei per governare, anche localmente.

La risposta di Milano è chiara. Bisogna credere nella complessità e avere coraggio di rompere gli schemi per bloccare la strada alla destra.

Per quanto tempo ancora vorremo limitarci ad alzare il sampietrino del buon Borgomeo per raccontare il nuovo PD?nuovo PD ?