#diariominimo 12/03/2020 Il Paese rallenta, non si ferma!

Non mi piace il clima di #rassegnazione a cui ci stiamo piegando.

Non é esaltando le nostre giornate che risolviamo la faccenda. Un conto é il senso di #responsabilitàcollettiva per limitare il contagio, un’altra é il tono di disastro con cui continuiamo ad alimentare il racconto di queste giornate. E questo lo trovo pericoloso.

C’è un pezzo di Italia che continua a garantire il funzionamento della #quotidianità. Basta ascoltarle con attenzione le cose, comprese le parole di un Presidente del Consiglio infarcito di retorica.

La circolazione di merci, i magazzini, le produzioni, sono garantite grazie alle persone che quotidianamente continuano ad essere operative. Parliamo di una #catenasocialedivalore che ci sta consentendo di sopravvivere, é un settore specifico che si chiama #Logistica e che da mondo é mondo é un sistema di #organizzazione prioritario che garantisce ai sistemi di funzionare. Ne sanno qualcosa i sistemi militari.

Descrivere quindi le misure annunciate ieri dal nostro Presidente del Consiglio come un #lokdown é da irresponsabili. Perché non é così, ed è giusto che non sia così, non deve essere così. Il Paese non è fermo. La percezione é una brutta bestia, dovremmo averlo imparato anche con l’utilizzo di questi social.

E questo non ha nulla a che vedere con la responsabilità di ciascuno di noi. Dipendiamo gli uni dagli altri. In tutti i sensi.

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